Viola's profileDio si chiama ZappaPhotosBlogListsMore Tools Help

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Chi l'ha detto che non devi innamorarti di una foto,di quel fesso che canticchia la sua liberta'. Se la forma del tuo corpo non coincide con il niente puoi fare a meno di mangiare almeno fino a quando puoi e poi restare sola intorno agli occhi della gente e innamorarsi sempre di chi non ha capito

ventiquattrogiugno

Due mesi. Sembra un’eternità. Ho abbandonato questo posto convinta di non avere più niente da scrivere,come se davvero fosse possibile. E mi sono ritrovata ad aprire duecento documenti word,perché evidentemente sono un’egocentrica megalomane che pensa solo a se stessa e ho un incredibile bisogno di sentire il suono delle mie dita che battono sulla tastiera. Insomma,devo scrivere. E non mi riferisco alle chat di emmeesseenne o faccia libro. Ho avuto la forte tentazione di cancellare tutto. Sono post vecchi,sono parole vecchie e momenti che non mi appartengono più. Eppure credo proprio che non cancellerò mai neanche una sillaba di questi strani pensieri disconnessi e di certo non fermerò la mia incontinenza verbale,un po’ alla Bridget Jones. Ne son successe tante in due mesi. Si vendono emozioni qui. Vita in scatola.  E mio malgrado ogni tanto c’è  ancora un retrogusto di amaro che riaffiora,ma poi tanto ci siete voi. Ed è mille volte meglio.

“Ma una camicina a righe,qualcosina così,più elegante?”
“No.”
“…E sei bellissima così amore”


ventiseiaprile

  Sono in un periodo strano
  Fumo e bevo troppo
  E non mi va
  L'innamoramento umano […]
 Te ne rendi conto
 Guarda come sei ridotto
 Mi fai pena
 Cerca uno psicologo
 Lo capisci amore mio
 Io sono l'unica che ti ha capito
 Puoi contare su di me
 Essere depressi oggi
 Provoca troppi dibattiti
 Essere perduti oggi
 Dura solo pochi attimi
 Io sono lo scrittore in mare
 Lasciami affogare
 Lasciami una bibita al terrore
 Il poeta affonda
 E non si ferma mai.
Lo dicevano i Baustelle. Della serie sarà vero allora.
Un po’ tutto l’insieme di cose. Di scritte. Di rabbia. Di frustrazione,anche. Perché no? Di amore,odio,di crisi  quelle serie, quelle sciocche. Di periodi decisamente no,di grida soffocate di pensieri spettinati un po’ alla rinfusa. Di domande a risposte sconosciute. Di risposte a domande inesistenti. Di tanti piccoli complessi. Di voglia di reagire,di passività. Di gusti gelati e caldi come il fuoco. Di fiamma che arde,ma in silenzio. Di caramelle danzanti su un cielo tutto mio,di un sapore amaro in bocca,dolcificato a tratti da caramello zuccherato. Di vischio e freddo e acqua e neve e grandine e fuoco inferno fiamme che bruciano. Di polarità,bipolarità,stranezze soffocamento,tratti di una personalità disturbata. Di acide zitelle e litigate furiose. Di mamme e papà che rabbia non ne hanno e foto e color seppia. Matite,pennarelli carta carbone firme false. Sedie,legno metallo plastica. Erba non fumo. Una sigaretta – motorino prestati usati sbiaditi benzina cartelloni. Serate passate,dimenticate come gente che va e che viene,ma spesso va e non viene più. Amiche nuove ritrovate come occhi sempre lì,altezza testa che son sempre due,non ti sbagli. Una bocca un naso. Sorridi non sorridi è un foto occhi chiusi. Autobus sfatti mani che scrivono guarda lo schermo non guardare la tastiera non mi dire una bugia. Nascondi il suono tossici starnuti  son le 4,ma è notte oppure giorno chi lo sa. Senza senso oppure nascosto. Cerca qualcosa una persona è l’amore l’ho capito. Voglio te e solo te. Ripicca,vendetta coltelli e lame. Non è sangue,ma spargi bene sorridi e dona condoglianze fittizie per un’esistenza che non c’è. Dona sorrisi è più facile meno lacrime più voglia secca e di sesso e di mano con la mela che non sai. Piangi forte non ridere o lo senti ci sei te. Un messaggio inaspettato inorridito disgustato. Son le ex son le tre. Voglia di tè. Tè alla pesca come la pesca che c’è in te. Nel tè – umido bagnato non è acqua. Scrivi storie non ha senso chi lo dice è scritto lì. Va bene,ok yes or no? sono punti di domanda,ma la domanda non c’è .  ? sono punti esclamativi,ma l’esclamazione non c’è ! abc poi l’impari non lo paghi se lo sai te lo senti lo conosci,cosa c’è? È una riga,una colonna. Un’ispirazione. Per i debiti e le scritte. Uni posca e fantasia. Film magliette corte,pantaloni jeans a vita bassa. Smalto colorato in testa inamidata con ironia e suoni contrastanti di rumori riorganizzati organici e ci sei tu. Tu noi voi . Parole troppo grandi e forse amore. Forze con forse – c’eri tu. Nomi cognomi,tecnologia e braccia stanche. Occhi chiusi,socchiusi,di voglia di te. Di volti e facce e madri sconsolate. Fazzoletti e lacrime in un letto di fuoco,di lame di ghiaccio e caldo freddo umido. E tu che piangi forse gridi non lo senti. Figlio d’un pazzo temporale di pagine di scritte. Di niente di tutto di vita. Di scuole sbagliate e professori che non hanno capito. Ottantuno interventi di me.
Non ha assolutamente senso. Dico assolutamente


setteaprile

Un altro giorno. Un’altra foto apparentemente senza motivo e qualche pensiero in più. Penso che   in effetti sono davvero una di quelle tante ragazze che ho sempre criticato. Occhio Viola,ma tanto va bene così. Poi l'iPod poi lo smalto poi il mare,il caldo. Penso che va bene. Penso che odio con tutta me stessa i telegiornali che intervistano la gente che piange e non riesce a parlare dal dolore. Quella non è informazione,mi dispiace. Si chiama sguazzare nel dolore altrui. Mi sento leggera. Non so come si chiama questo. So che ci sono poche parole nell'aria,perchè qui i fatti bastano e avanzano. Ti alzi la mattina perché sai che ci sono persone che ti credono speciale. Persone che vogliono parlare con te,vogliono stare con te. Magari non si alzano al mattino solo per questo. Ma è bello averne almeno l’illusione. Non è solo demotivazione delle 21.11 di un martedì sera. E' una constatazione a mente lucida. Non so io dove andrò a finire continuando a scrivere tremila parole,una sopra l’altra,che fanno quasi rumore,sono ingombranti,fanno chiasso e come se non bastasse non sono indirizzate al giusto destinatario.  Non dovrebbe essere difficile. Te lo insegnano alle elementari,e poi anche alle medie. Ti insegnano la comunicazione. Emittente. Messaggio. Destinatario. Cioè,più facile di così. Eppure non lo è mica. Tsk,figuriamoci se lo è. Non saremo umani. Non saremo così “dolcemente complicati”,come dice la canzone. Però quelle erano le donne. Ma in effetti è vero. L’indifferenza uccide. Non fortifica. Uccide direttamente,senza neanche passare dal via.  Eppure sono così allegra. Sono serena. Errata ricerca della felicità. È una visione un po’ poetica forse,ma  almeno lascia spazio all'illusione. O forse sa di giustificazione. Ha un sapore un po’ appassito. Di frase riciclata. O invecchiata. Continuiamo così. Lucky Strike. Smalto rosa. Musica nelle orecchie. Esta the alla pesca. Dolce amaro (amore) in bocca. Sì. così. così.

ventottomarzo

Image and video hosting by TinyPicZombie. Cranberries. E la convinzione di apparigli come un mostro o come un chenneso. Un misto tra una gabbia e un lucernaio.  Sospesa tra queste vie di mezzo impossibili. “Stare col culo su due sedie”,si dice. Non capisco perché si dice “dice”. Come se ci fosse qualcuno che dice un sacco di frasi fatte apposta per la gente come me che non ha voglia di pensare in certi momenti. E poi fossero certi momenti - Sono qui non mi vedi – Evidentemente no.  Non che sia ancora arrivata a quel livello. Disperata da attaccarmi a tutto. Che va un po’ per inerzia,per pigrizia,per voglia di sapere che qualcosa c’è. Qualcosa. Insomma qualsiasi cosa. Anche dimmi qualcosa. Schiava del tempo e delle parole. Un po’ triste la cosa,ma poi ci si fa l’abitudine. Non so cosa pensare. Perché o sei così o sei cosà. E quindi? Come sei? Penso che ormai dovrò accontentarmi di vederti. Guardarti. Osservarti. Amarti da lontano? Adoro il suono di queste parole. Amarti da lontano. È paradossale. Come se fosse implicito che da vicino si ama più forte. Perché? Da lontano non si ama con la stessa intensità? Anzi. La lontananza amplifica certi convinzioni,certe emozioni. Mi sento avvolta da un amplesso di emozioni. Ecco,cosa. E come ci si dovrebbe sentire in balia della emozioni? Coccolati. Cullati. Frastornati. Con la paura di non essere all’altezza,forse. O di essere di più,perché no. Decisamente inerzia totale. Certe cose è meglio dimenticarle? No. Boh. Non lo so. Mi ci tufferei a capofitto. A occhi chiusi. Subito. Senza neanche pensarci su. Patetica,lo ammetto.  Io metto i congiuntivi ovunque. Ma non è che sia esattamente un bene. Il congiuntivo è il periodo dell’improbabilità. Dell’insicurezza. Del non sapere. E io ci sono pienamente dentro. Come è giusto che sia. O almeno credo. Sì,credo.
Esatto. L'immagine non c'entra assolutamente niente.


diciassettemarzo

Jeans. All ai piedi. i-Pod nelle orecchie. Musica. Brani.

Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
Vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
 [Vedi cara – F.Guccini]

Sì,direi che ci siamo. Strana. Allegra. Triste. Poi di nuovo serena. Lunatica,sempre.
È il coraggio quello che mi frega.  L’orgoglio poi,ovvio.
E va bene così (:

 

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Dio si chiama Zappa

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